emozioni, fotografia, Poesia

A mio padre

foto nikon rosanna fiori

E’ sfocato il tuo dolore
e poco traspare
dagli occhi tuoi
ormai grigi e spenti
appannati di notti insonni.
Forse vuoi ritrovare il rumore del mare,
padre
con l’onde che schiumavano leggere
e sciabordavano lente
e sinuose
fra i sassi bianchi lucidi e lisci?
Quale tormento è più forte del tempo passato?
Del ricordo del perduto?
Dell’isola tua,
scolpita dai venti
odorante di oleandri in fiore
e di alghe putride secche di sole
e di gelsomini
sul muro della casa sulla salita
ricadenti di perle bianche.
Dei giorni bambini
fra i fichi neri e i banani.
Questo è il tuo tramonto,
padre
chiuso fra le rughe delle tue palpebre
nel letto disfatto
dei tuoi sonni a bocca aperta
sempre più lunghi.
E ti sei fatto piccolo,
padre
di vecchiaia
e pallido del tuo male
che ti ruba il sangue
e la vita.
Ricoprirò la tua bara di zagare bianche.

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